Permanenza dell'opera d'arte

Come nel Rinascimento, l'arte é tornata a far parte della committenza pubblica, gli artisti vengono incaricati di fare delle mostre nei musei e di abbellire alcuni luoghi delle città: la differenza é che le opere prima erano preposte a sfidare la storia, restare "per sempre" testimoni della bellezza e della assoluta contemporaneità dell'arte, ora invece i lavori degli artisti realizzati attraverso installazioni, progetti in situ, environnement e quanto altro, sono previsti per durare il tempo di una mostra, per poi venire "smontati", distrutti quindi; per i video, lo sguardo può posarsi sull'opera soltanto per la durata del nastro, ma poi, se si vuole, si ricomincia. Anche quando un lavoro in situ nasce come opera permanente in una città, sarà la fragilità del materiale che lo compongono a porre drammaticamente un limite temporale alla sua fruibilità. Nella nostra epoca "life is now". Tutto passa con la velocità dell'informazione, senza possibile sedimentazione, come se davvero esistesse solo il momento presente, senza speranze né attese per un domani. Come nello scorrere del quotidiano quando tutto é già "dopo" e non c'è respiro per soffermarsi, l'arte brucia se stessa e il proprio tempo: i lavori, per rispettare i programmi dettati dai budget degli sponsors, nelle sale dei musei si sommano ad altri lavori di altri artisti, ma soprattutto si sovrappongono velocemente nella percezione dello spettatore.
Dall'opera d'arte é stata sottratta l'estasi, l'arte non é più un atto di fede nella bellezza che ne perpetua la contemporaneità; l'opera d'arte ora, non essendo più immobile, nel suo "sempre", come i quadri e le sculture che la hanno preceduta, è immediatamente consumabile e il tempo della sua fruibilità é troppo breve, misurabile e prevedibile.
Oggi, la sola permanenza dell'opera d'arte nel tempo, e quindi nella storia, é affidata alla sua documentazione, alla testimonianza delle fotografie e dei vari testi che la hanno presentata e che quindi la rappresenteranno: è qui che il critico d'arte e il fotografo prendono il loro potere e divengono consapevoli che di quell'opera importante la storia conoscerà solo la loro trascrizione, che ne rimarrà l'unica traccia.
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