scarica i miei testi in formato pdf
Procida, 19 agosto 2006
E' in questo libro-luogo così immateriale e virtuale che cercherò di essere assolutamente disponibile a esprimermi e a fissare certe cose che amo ricordare ed il fatto che quasi nessuno entrerà in questo mio spazio mi da un senso di estrema libertà e privatezza insieme...che strano modo per scrivere un diario o un libro dei ricordi... quindi en avant!
Della mia vita poche cose, ma forti: una infanzia raffinata, in mezzo all'arte e al "bello" in tutti i sensi a cominciare da mio padre, il pittore Primo Conti che ha attraversato l'arte del '900 partecipando da ragazzino al secondo gruppo dei futuristi italiani, la mummy, Munda Cripps discendente da una nobile e famosa famiglia di statisti inglesi (da lord Charles Caning, uno dei primi vicere delle Indie, a sir Richard Stafford Cripps, unico e grande ideologo laburista della famiglia, ambasciatore in Russia, lord cancelliere dello scacchiere con il governo Churchill e soprattutto grande amico personale di Gandhi e mediatore per la indipendenza indiana dagli inglesi), mia sorella Maria Novella, anche lei artista di straordinaria sensibilità: ho avuto così esempi importanti e diversificati, ho imparato quotidianamente a raffinare la mia sensibilità. Poi una giovinezza tormentata, seduttiva, con tanti viaggi-fuga a Napoli dagli zii.. e ora di tutti loro né delle loro cose non esiste più niente, assolutamente più niente...
A ventitre anni il mio primo matrimonio con Bibi (Guglielmo), al quale sono tutt'ora legata da grande affetto: una breve, intensa e bellissima storia, anche se sicuramente almeno per me prematura: nemmeno la gioia per la nascita di Stefano e di Carlotta ha infatti impedito la nostra separazione, forse anche per una sorta di presentimento che sentivo pressante in me, quello di voler/dover fare tante cose. Questa separazione comunque non ci ha mai allontanati dal reciproco profondissimo affetto che ci lega e che tutt'ora mi é di sostegno.
Dopo anni in tutti i sensi movimentati, finalmente l'incontro con Giancarlo, speciale compagno del mio destino, la nostra intesa così forte, libera, integrata con il suo essere architetto e il mio occuparmi precocemente della allora nuovissima videoarte, la felicità dell'arrivo dei tre nuovi figli: Matteo, Agostino e Allegra, dare tre fratellini ai miei due primi bambini, é stata una immensa ricchezza di vita: cinque figli tutti molto speciali, ognuno dei quali é tutt'ora, a seconda dei momenti, "il mio preferito". Ora ognuno ha ormai la propria vita e le proprie passioni, chi nella fisica matematica, chi nella creatività della grafica con il computer, chi è musicista di percussioni e avvocato, chi biologo, e ciascuno ha il proprio compagno/a (primi e secondi in qualche caso): Caterina, Matilde, Germana, Teo, Hermann, Silvio, Cristina...e i nove nipoti: Marina, Francesco, Agostino jr. Bernardo, Camilla, Damiano, Michele, Pietro, Giordano.. per ora.
Un capitolo importante e incisivo é creare il mio studio di produzione, nel 1973, di videoarte: l'art/tapes/22, a Firenze in via Ricasoli 22, con Alberto Pirelli, Carmine Fornari, Lello Carazziari Ellen Puccinelli e, importantissima, la partecipazione per tre anni di Bill Viola, da cui lunghi anni di amicizia fraterna con lui, tutt'ora viva e fondamentale per me e, oltre al lavoro con loro, soprattutto l'amicizia con gli altri artisti, come al primo posto Daniel Buren e Chantal, poi Jannis Kounellis con Efri prima e ora con Michelle, Alighiero e Anne Marie Boetti con Matteo e Agata, Mario e Marisa Merz con Bea, Gilberto Zorio, Giuseppe Chiari, Maurizio Nannucci, Joseph Kosuth, Dan Graham, Dara Birnbhaum, Vito Acconci, Gino de Dominicis, Marco Bagnoli, Michelangelo e Maria Pistoletto, Giulio Paolini con Anna, Adelina e Egon von Fuerstenberg, Germano Celant, Ida Gianelli, Achille e Anna Maria Bonito Oliva, Andy Warhol, Graziella Lonardi, Bruno e Eliana Corà, Ileana Sonabend con Michael e Antonio, Leo Castelli (con Ileana Sonnabend e Leo Castelli avevo anche una sorta di accordo di collaborazione lavorativa che mi dava l'accesso alla produzione di video con gli artisti legati alle loro gallerie), quindi David A. Ross, Charlemagne Palestine, Phil. Glass, Peggy Gale con Michael Snow... e ancora e ancora, alcuni scomparsi, altri sempre presenti..
Finita l'esperienza della produzione dei video d'artista, nel 1978, arriva la mia partecipazione all'Asac (Archivio delle arti contemporanee della Biennale di Venezia) istituzione alla quale avevo donato la produzione delle opere di video arte prodotte, non potendo più sostenere il peso economico dell'operazione, e qui l'incontro con Wladimiro Dorigo, Angelo Bacci, Paolo Cardazzo, altri amici grandi, fino all'invenzione della casa editrice "Hopeful Monster", con Giancarlo, Stefano, Matteo, Nino e Bea.
La scomparsa di Giancarlo, così dura e dolorosa per sempre, porta anni molto difficili per me e per i miei figli, anni che superiamo tutti insieme, faticosamente ma sempre con la frase di Giancarlo nel cuore "en avant". Dopo qualche anno incontro il mio attuale compagno, Giovanni, e affrontiamo le difficoltà, le gioie e anche la scommessa di intraprendere una vita a due contro una solitudine difficile, noi così diversi in tutto, in un'età già importante....
Si arriva alla stesura del mio libro, "Tra Firenze e Santa Teresa, '73/'87, dentro le quinte dell'arte, art/tapes/22", una testimonianza degli anni di art/tapes/22, sollecitata dall'amico Daniel, corredata dalle foto-documento di Gianni Melotti, testimone oculare dell'intero magico periodo, e pubblicato nel 2003 dall'editore-amico Paolo Cardazzo "Il Cavallino", Venezia.
E ancora la formulazione dell'associazione artefacrory 41.14, qui a Procida, con Marco, Vanessa, Maurizio, Manuela e Giovanni, in seguito anche Adam e Donatella, il progetto sulla gestualità con Fabbrica Europa di Firenze diretta dall'amica Maurizia Settembri.
Mille cose fatte, una vita piena di grandi gioie e immensi dolori: il più grande in assoluto la scomparsa precoce, assurda, improvvisa di Giancarlo, questo disorientamento, questo grande ingiusto abbandono che ancora mi porto dentro anche nei momenti di rara felicità e che ancora si portano dentro i suoi tre figli, anzi tutti e cinque i figli..
Forse da qui il mio rapporto con lo spirituale, una ricerca difficile, a volte volutamente cieca, caparbia, una speranza alimentata da paure, solitudini profonde, luci e oscurità.
Da dieci anni vivo con Giovanni e i due cani meticci e neri, Turchino e Cincin, a Procida, nel palazzo settecentesco dei Pescarolo, una piccola casa in mezzo a un giardino di agrumi e di profumate dature. Amo questa semplice isola, ancora quasi lontana dal lusso e dalle mode, ma vicinissima a Napoli che rimane per me la città del cuore. Non posso prescindere la mia infanzia e la mia prima giovinezza dal calore di zia Rita, zio Beppe, Cinci, Patrizia... tutte persone a me preziose e tutte scomparse.
Della mia Firenze ho nostalgia solo raramente, mi mancano sicuramente le sue atmosfere primaverili rosate e tiepide, gli echi della mia infanzia e giovinezza, ma sento soprattutto la mancanza delle persone: fortemente mi mancano i miei figli, i miei nipotini, mia sorella Maria Novella, e Caterina, Germana, Cristina, Matilde, gli amici del passato e del presente, ormai sparsi nel mondo ma sempre presenti nella mia vita: Piccia, Luciana, Fulvio, Camilla, Piero e Silvana, Ascania (Nini), Adelina e Egon, Bruno, Albano (Nini), Rosanna, June, Michelina... ma la città in sé mi sembra troppo turistica, non interessante culturalmente, sciupata nella sua peculiare dimensione di raffinatezza per la quale era tanto amata dagli stranieri nel secolo scorso: ora é un ammasso di pizzerie, brutti negozi di moda estremamente volgari, gente presuntuosa e zero cultura vera, che é poi sempre quella rivolta al futuro: così ho scelto una sorta di esilio qui in questa micro isola dove spesso ci vengono a trovare, oltre a i figli con i nipotini, un po' alla volta per motivi di spazio, alcuni amici da Firenze, ma dove ho anche incontrato altri amici importanti: Dino, Marco e Donatella, Adam, Giuliana e Romolo, Adriana e Michele, Viviana, Lucia e Giancarlo, Elisabetta e Piero, Mojmir e Pony, Gerardo e Rosaria, Libera e Vittorio, Marina, Raffaella e Franco, Simona, Vanessa e Andrea, Manuela, Mariuccia, Anna e Renato, Giuliana e Terry, oltre ai miei carissimi e indispensabili amici di sempre, Daniel e Chantal Buren con i figli Christophe e Alexandre con Nadine, Margot e Rebecca, che anche loro hanno una bella casa alla Corricella e dai quali andiamo spesso a passare i fine d'anno nella loro magnifica casa di Jarcy, vicina a Parigi. Spesso viene da noi nella "sua" cameretta azzurra anche Achille B. O. anche lui da sempre amico fraterno, critico-artista eccentrico e imprevedibile, con Paola.
Questo riassunto così concentrato è solo una premessa alle cose che scriverò in questo spazio, come una carta di riconoscimento perché sia possibile agli amici e agli sconosciuti comprendere meglio.